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Commercialista. Promozione delle keyword commercialista Gianni Malaguti nel sito malaguti-itv.eu.
Il Rag. Gianni Malaguti è Commercialista - Revisore Contabile, con numero di iscrizione A0103 all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso.
Commercialista è tanto il dottore in economia e commercio come il diplomato in ragioneria abilitato alla libera professione che si occupa specialmente di rapporti commerciali, di questioni finanziarie e tributarie. Il Ragioniere Commercialista ha una storia lunga olre un secolo, parte dal 1906.
Storia della professione di Dottore Commercialista. Testo trascitto dal file.pdf edito dall'Ordine dei Dottori Commercialisti della provincia di Venezia
- Da sempre la professione del Dottore Commercialista si è intrecciata con la storia della città di Venezia: già ai tempi dei Dogi era attiva la "Corporazione dei ragionati" il cui compito era quello di verificare la regolarità dei conti della Serenissima. Fu un veneziano, Luca Pacioli, a studiare nel 1400 il metodo della partita doppia che è alla base della ragioneria. A Venezia, insomma, nacque il moderno pensiero economico sul versante contabile dell'amministrazione.
- I primi documenti che comprovano le origini dell'Ordine a Venezia risalgono al 1925. Ma ben prima di questa data si era formato nella città lagunare un nucleo di professionisti che raccoglieva attorno a sé i militari reduci dal primo conflitto mondiale che erano stati distaccati nelle zone di guerra del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e al termine delle ostilità si erano iscritti alla "Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia" che rilasciava il dottorato in economia e commercio. Cioé, Ca' Foscari. Provenivano quasi tutti dal meridione: Oreste Vitale e Gaspare Campagna erano siciliani; Fulvio di Sabato era campano; Telemaco Reali laziale. Siciliano era anche Antonino Gianquinto.
- Sin dalla costituzione dell'Ordine, le vicende dei Dottori Commercialisti e dei ragionieri si incrociano tra di loro. Nel 1929, in particolare, risultano iscritti all'albo dei dottori commercialisti, con provvedimento speciale, anche alcuni ragionieri non in possesso della laurea: tra questi, Francesco Guido Antico.
- Il periodo del fascismo condizionò fortemente la professione: prima della Seconda guerra mondiale era attiva in Italia la "Federazione fascista degli esercenti la professione in materia di economia e commercio". Nondimeno, il codice civile italiano, "nato" nel 1942, risentiva, in qualche modo, dell'asse "Roma-Berlino", l'intesa stipulata tra Germania e Italia il 24 ottobre 1936 che sanciva il primo concreto avvicinamento tra i due paesi, divisi in precedenza dalla questione austriaca e dalla collocazione rispettiva nel quadro delle potenze europee. L'autarchia fascista impediva infatti ai professionisti di guardarsi attorno, e di conoscere altre realtà, come quella anglosassone.
- Con la liberazione dell'Italia dal regime nazifascista la professione riprese vigore: iniziò lo scambio di idee e di esperienze reciproche con gli alleati e maturò la consapevolezza della necessità che l'economia si dotasse di conoscenze che andassero oltre l'ambito nazionale.
- Fu a questo punto che i dottori commercialisti si resero conto della loro importanza. Per il resto, l'Italia era un paese distrutto, ma con una grande voglia di ripartire: lentamente vennero costruite strade ed edifici e gli imprenditori iniziavano ad aprirsi al mondo.
- A Venezia, almeno fino agli anni '60, la figura del dottore commercialista era considerata sicuramente utile, ma, forse, non ancora necessaria allo sviluppo del sistema economico. Ben diversa era invece la percezione dell'importanza della professione in altre regioni, come in Lombardia. In questi anni emerge la necessità di avere un giornale che parli della professione e faccia uscire i dottori commercialisti dal loro "splendido isolamento", facendoli interagire col mondo della professione e quello politico. Al congresso nazionale di Sanremo, nel 1964, si registrò una forte partecipazione dei professionisti veneziani e Dino Sesani, con Aurelio Foscari e Giancarlo Tomasin maturarono l'idea di dar vita al periodico "Il Commercialista Veneto" di proprietà dell'Ordine di Venezia e poi ceduto alla Conferenza dei presidenti degli ordini dei dottori commercialisti delle tre Venezie.
- La città lagunare, negli anni '60, era anche una prestigiosa piazza finanziaria. La "city" si articolava tra calle larga San Marco, Via XXII Marzo e campo San Luca. Lì c'era la Cassa di Risparmio, il Banco San Marco e società come le Generali, la Ciga, la Luxottica e la Glaxo. Si viveva ancora sull'onda lunga dei grandi finanzieri come Vittorio Cini e Giuseppe Volpi. Sono gli anni in cui Antonino Gianquinto presiede l'Ordine.
- Antonino Gianquinto era nato a Trapani nel 1896. Era venuto a studiare nel Nord con il fratello Giobatta. Lui si laureò a Ca' Foscari in Economia e Commercio, mentre Giobatta si laureò in giurisprudenza a Padova. Gianquinto fece pratica nello studio del ragioniere Mario Baldin, considerato allora il miglior ragioniere della città. A sua volta Gianquinto divenne tra i più noti dottori commercialisti di Venezia e, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, fu presidente dell'Ordine quasi senza interruzione fin poco prima della morte, avvenuta il 14 giugno 1971. Aveva lo studio in Campo Manin, vicino al ponte, assieme a Paolo Baldin (figlio del ragioniere Mario) e, fino al 1960 circa, al "giovane" Domenico Chiesa. Poi Chiesa era passato nello studio di Gaspare Campagna, quando questi era diventato Presidente della Cassa di Risparmio.
- Dopo Gianquinto, nel 1972, divenne presidente dell'Ordine Oscar Camerino. La presidenza passò quindi a Luciano Morino e, successivamente, a Domenico Chiesa. Questi era nato nel 1911 ad Asiago e venne a studiare a Venezia dove rimase fino alla morte. La sua grande passione era stato il mondo dello sport: fu tra i fondatori del Panathlon Internazionale, chiaramente plasmato sul modello del Rotary. Se Antonino Gianquinto, Mario Sarpellon, Paolo Baldin, Gaspare Campagna, Domenico Chiesa e Oscar Camerino erano i "vecchi" e, un po', i mostri sacri, della professione, cresceva intanto la generazione dei quarantenni, quella di Ennio Dolcetta, Luciano Morino, Pietro Lenarda, Romano Peroni, Dino Sesani, Giancarlo Tomasin.
- Negli anni '70 torna a soffiare il vento sulle vele dei dottori commercialisti ed entra in vigore la riforma tributaria, che incise profondamente sulla professione, rafforzando l'importanza dei bilanci e delle scritture contabili. A seguito delle elezioni politiche tenutesi nel maggio del 1968, il 25 giugno venne costituito il Governo Leone, nel quale Mario Ferrari Aggradi ebbe l'incarico di Ministro delle Finanze. Uno dei primi atti del nuovo Ministro fu di ricostituire la Commissione Ministeriale per la Riforma Tributaria, provvedimento, questo, che era all'epoca ritenuto prioritario per un radicale cambiamento del sistema e della prassi fiscale che andava adeguata alle prescrizioni comunitarie. Ferrari Aggradi chiamò a farne parte Giancarlo Tomasin che in quella occasione lavorò fianco a fianco con Bruno Visentini, Cesare Cosciani, Gino de Gennaro, Aristide Salvadori. Dall'Ordine veneziano provengono, sempre negli anni '70, due componenti del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti: sono Dino Sesani e Giancarlo Tomasin. Quest'ultimo ricoprirà la carica di vicepresidente nazionale per sei anni.
- L'Ordine dei dottori commercialisti aveva la sua prima sede nello studio di Antonino Gianquinto e, per un certo periodo, vi rimase anche dopo la sua morte. Successivamente si spostò al Ponte delle Paste a San Lio, per poi passare alla attuale collocazione di piazzale Roma, che rappresenta la vera mediazione tra coloro che chiedevano di spostarsi in terraferma e quanti, invece, intendevano restare nel centro storico. Per almeno un quarto di secolo non è invece cambiata la segretaria dell'Ordine, Gianna Vianello, oggi in pensione. Convocare una assemblea negli anni '70 era un'impresa che richiedeva giornate intere di lavoro perché la preparazione delle lettere e delle buste veniva fatta a mano. Prima della pensione lavorò con il Presidente Marino Grimani di cui conserva un bellissimo ricordo in quanto "signore sempre ligio e giusto".
- Marino Grimani era erede di una delle storiche famiglie veneziane che alla Serenissima ha dato tre dogi. Un altro Grimani, Filippo, era stato sindaco della città. Esponente di primo piano della vita pubblica e professionale veneziana è stato presidente de "Il Gazzettino" e della Camera di Commercio. Di sé parlava assai poco, tranne quando l'università di Ca' Foscari gli conferì il riconoscimento di "Cafoscarino dell'anno". In quella occasione rivelò come l'incontro con Feliciano Benvenuti lo spinse a intraprendere la professione di dottore commercialista. Era un uomo innamorato della sua città, portatore di idee e progetti. È scomparso prematuramente l'8 maggio 2003.
- Sotto la presidenza di Marino Grimani si svolse a Venezia, nell'ottobre del 1996, il 30° congresso nazionale della categoria sul tema "Tassazione e sviluppo dell'impresa". Il collegamento tra i due temi evidenzia come i Dottori Commercialisti ricoprono ormai un ruolo che va ben oltre la consulenza fiscale. Sono infatti i più qualificati collaboratori della meditata nascita, del razionale sviluppo e del sostanziale rafforzamento delle imprese, specie di quelle piccole e medie, che rappresentano il vero motore del sistema economico produttivo nazionale.
- Nel marzo del 2004, l'Ordine dei dottori commercialisti ottiene la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001: 2000 rilasciata dall'ente DNV, portando così a termine un percorso da tempo avviato e finalizzato alla soddisfazione delle esigenze dei cittadini, alla promozione di un maggior dialogo con le istituzioni e a garantire la professionalità dei propri iscritti a tutela dell'interesse pubblico.
- Colloqui con Federico Schiavon, Dino Sesani, Giancarlo Tomasin, Gianna Vianello.
- Fonte: www.odcvenezia.it/la%20storia/storia%2080%20anni.pdf
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